One of the most iconic modular synthesizers of the 1970s, the Buchla 200, continues to attract musicians, sound designers and experimenters from different backgrounds, almost as if time has stood still between the first analog electronic avant-garde movements and the present day. It has been well documented how
Inspired by marine life, both at a microscopic and macroscopic level, the Italian-Canadian artist shows herself to be sensitive and meticulous in articulating fruitful mixtures between technology and the organic world, and in doing so, points towards a revival of the conceptual natural-artificial dichotomy. The tracks on
Yet another new name to me, and the first of three female artists on empreintes DIGITALes featured here.
Featuring eight tracks in its 62 minutes,
In Radiolaria la visione del mondo di Ana Dall’Ara-Majek emerge in tutta la sua vivacità, tra meraviglia e sogno, tra speranze e concretezza. Lo scopo di Dall’Ara-Majek in questo suo nuovo progetto era quello di creare dei “sound colours”, dei colori sonori, che rappresentassero le varie specie di plancton esistenti sul nostro pianeta. Questo tentativo di dare ordine e diversità a un universo larghissimo e molto diversificato al suo interno è gestito e costruito in maniera ingegnosa e magistrale grazie all’utilizzo del Buchla 200 e al modo in cui la compositrice lo usa, piegandolo alla sua poetica sonora e lasciandolo occupare gli spazi intorno a sé finché non li ha resi una creazione tanto propria quanto dell’artista. Lo strumento, insomma, diventa una proiezione della compositrice e della sua visione del mondo.
Le otto tessere del puzzle che è Radiolaria sono affascinanti e ipnotiche, levigate al punto giusto da risultare improvvisazioni meditate e al tempo stesso spontanee e tentacolari, in grado di muoversi liberamente e di esistere sia come frammenti sia come indizi di un quadro più ampio e concettuale che è l’intero disco. Dalle magmatiche pulsazioni di
Nella sua audace e intrigante impalcatura, Radiolaria è un ciclo di composizioni che pretende dall’ascoltatore concentrazione e impegno ma che, una volta che questi le vengono concessi, ripaga pienamente le aspettative e le richieste. È un progetto ambizioso, stratificato e totalizzante, che ti catapulta in uno spazio di intenzioni e di passioni che sin da subito ti conquista e ti avvince, coerente e geometrico quasi come una sinfonia.
Der modulare Synthesizer Buchla erlebt seit einiger Zeit eine Renaissance.
Der Zyklus basiert auf dem Leben im Meer, insbesondere dem Plankton, das aus einer großen Vielfalt mikroskopischer und makroskopischer Tier- und Pflanzenarten besteht, die von den Wasserströmungen mitgerissen werden.
Mein Ziel mit dem Buchla 200 war es, eine Sammlung von Klangfarben“ zu schaffen, die die verschiedenen Arten des Planktons repräsentieren sollten. Die ursprüngliche Natur der modularen Synthesewellen spiegelt die Einfachheit der einzelligen Organismen in den Ozeanen wider. Ich experimentierte auch mit dem Raum, indem ich mit dem analogen AKG BX20 Federhall des Studios experimentierte, um die Bewegungen der Wellen und die allgegenwärtigen Unterwasserströmungen darzustellen.
Die 8 Stücke des Zyklus
Anfang Mai bringen die frankokanadischen empreintes DIGITALes das zweite Soloalbum der ebenfalls in Montréal beheimateten Komponistin und Musikerin